Displasia dell’anca nel cane: cos’é e come prendersene cura ogni giorno

Displasia dell’anca nel cane: cos’é e come prendersene cura ogni giorno

La displasia dell’anca è una delle patologie ortopediche più diffuse nei cani e, allo stesso tempo, una delle più temute dai proprietari. Quando si riceve questa diagnosi, spesso ci si spaventa perché si pensa immediatamente a dolore, difficoltà di movimento e qualità della vita ridotta. In realtà, grazie a una corretta gestione quotidiana e ai progressi della medicina veterinaria, oggi è possibile aiutare un cane affetto da displasia a vivere in maniera serena e attiva.

Sapere in cosa consiste questa condizione e conoscere i comportamenti utili per prevenirne l’aggravamento è il primo passo per garantire al proprio compagno a quattro zampe una vita il più possibile normale e felice — anche fuori casa. Anche durante i viaggi, infatti, è possibile preservare il suo benessere: con accorgimenti semplici ma mirati, come evitare spostamenti prolungati senza pause, fornire un supporto ortopedico anche in auto e facilitare l’accesso al veicolo con rampe o gradini, si può permettere al cane di condividere esperienze di viaggio senza compromettere la salute delle sue articolazioni.

Che cos’è la displasia dell’anca

La displasia dell’anca è un’anomalia dello sviluppo dell’articolazione coxo-femorale, cioè il punto in cui la testa del femore si inserisce nell’acetabolo dell’anca. In un cane sano questa articolazione funziona come una cerniera stabile e ben allineata; nei soggetti displasici, invece, l’incastro non è perfetto e questo causa instabilità. Con il tempo la continua frizione porta a dolore, infiammazione e, nei casi più gravi, allo sviluppo di artrosi.

Si tratta di una condizione multifattoriale: la genetica ha un ruolo importante, ma anche fattori ambientali come la crescita troppo rapida, l’alimentazione scorretta e l’attività fisica non adeguata possono influenzarne la comparsa. Alcune razze di taglia grande e gigante, come il Pastore Tedesco, il Labrador o il Rottweiler, sono particolarmente predisposte, ma nessun cane ne è del tutto immune. Un approfondimento completo sul tema è disponibile su confisvet.it nella sezione dedicata alla displasia dell’anca nel cane, che spiega nel dettaglio sintomi e possibili approcci.

Come riconoscere i sintomi

I segnali della displasia possono comparire già nei primi mesi di vita oppure manifestarsi più avanti, quando l’articolazione comincia a deteriorarsi. Alcuni sintomi tipici che un proprietario può notare sono:

  • Rigidità nei movimenti, soprattutto al risveglio o dopo il riposo.
  • Zoppia intermittente, che peggiora dopo un’attività fisica intensa.
  • Difficoltà a salire le scale o a saltare in auto.
  • Andatura oscillante, come se il cane “dondolasse” il bacino quando cammina.
  • Ridotta voglia di giocare o correre, legata al dolore o al fastidio.

Non sempre questi segnali sono chiari sin dall’inizio. A volte il cane può sembrare in forma, ma alternare giornate attive a momenti in cui appare meno energico. Proprio per questo motivo è importante non sottovalutare comportamenti insoliti e chiedere il parere del veterinario se il dubbio persiste.

Come gestire la displasia nella vita quotidiana e in viaggio

La buona notizia è che la displasia dell’anca non è una condanna. Con le giuste attenzioni si può fare molto per migliorare il benessere del cane. Alcuni accorgimenti pratici possono fare la differenza:

  • controllo del peso: il sovrappeso è il peggior nemico delle articolazioni, perché aumenta lo stress su anca e femore. Un’alimentazione bilanciata è essenziale.
  • attività fisica moderata e costante: meglio passeggiate frequenti e tranquille che corse intense. Il movimento mantiene i muscoli tonici e sostiene l’articolazione.
  • superfici adatte: camminare sull’erba o su terreni morbidi è preferibile all’asfalto o ai pavimenti scivolosi. In casa possono essere utili tappetini antiscivolo.
  • riposo confortevole: un materassino ortopedico o comunque un luogo comodo aiuta a ridurre la pressione sulle anche.
  • supporti veterinari: in base alla situazione, il medico può consigliare integratori articolari, terapie fisioterapiche o, nei casi più complessi, interventi chirurgici.
  • viaggiare con attenzione: anche in viaggio è fondamentale tutelare le articolazioni del cane. Evita spostamenti troppo lunghi senza pause, assicurati che abbia uno spazio comodo e ben imbottito in auto (meglio se con un supporto ortopedico portatile), e limita i salti da e verso il veicolo, usando rampe o gradini se necessario. Durante le soste, preferisci percorsi pianeggianti e terreni morbidi per le sue brevi passeggiate.

Ogni cane è un caso a sé: ciò che funziona per uno potrebbe non essere l’approccio migliore per un altro. Per questo è importante seguire un piano personalizzato stabilito dal veterinario.

Il ruolo del proprietario

Un cane con displasia ha bisogno di un proprietario attento e consapevole. Non significa stravolgere completamente la propria vita, ma adottare alcune attenzioni che diventano routine. Per esempio, imparare a riconoscere i giorni in cui l’animale appare più stanco e ridurre l’attività fisica in quei momenti, oppure incoraggiarlo a muoversi quando sembra pigro, ma senza forzarlo.

Il coinvolgimento emotivo è altrettanto importante: un cane che percepisce sostegno, tranquillità e amore affronta con maggiore serenità le difficoltà. Un atteggiamento positivo del proprietario influisce anche sullo stato d’animo dell’animale e sul suo desiderio di continuare a muoversi e interagire.

Vivere bene nonostante la displasia

La displasia dell’anca non deve essere vista come un limite insormontabile. Con un’adeguata gestione, il cane può continuare a giocare, passeggiare e condividere momenti di gioia con la famiglia. La chiave è l’equilibrio: né sedentarietà estrema né sforzi eccessivi. Oggi, inoltre, esistono molte più possibilità terapeutiche rispetto al passato. La fisioterapia veterinaria, per esempio, ha fatto passi da gigante e include trattamenti come idroterapia, laserterapia e esercizi mirati che migliorano notevolmente la mobilità. Nei casi più gravi, la chirurgia può offrire soluzioni risolutive o comunque ridurre significativamente il dolore.

Il futuro per un cane con displasia non è segnato dalla malattia, ma dalle attenzioni quotidiane e dalle scelte consapevoli del proprietario. Con pazienza, cura e l’appoggio di professionisti qualificati, anche questa condizione può essere affrontata con successo. Chi desidera informarsi ulteriormente può consultare le risorse messe a disposizione dal Cornell University College of Veterinary Medicine, che dedica ampio spazio alle patologie ortopediche dei cani e alle strategie per migliorarne la qualità della vita.

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