Piometra nel cane: come riconoscerla e come trattarla

Piometra nel cane: come riconoscerla e come trattarla

Non tutti i padroni di un cane conoscono la piometra. Di che cosa si tratta? È un’infezione non contagiosa causata dalla degenerazione del tessuto uterino, che comporta la formazione di pus nella cavità dell’utero della cagna. Generalmente compare già nelle femmine di età superiore ai 5 anni, di solito dopo il primo ciclo estrale. Per la piometra nel cane i sintomi sono molto evidenti: secrezioni sanguinolenti o purulenti dalla vagina durante la fase del metaestro, cioè quando sono più alti i livelli di progesterone.

Se poi la cervice rimane aperta si può parlare anche di piometra aperta. In altri casi, invece, se non ci sono perdite vaginali si tratta di piometra chiusa. Oltre alle perdite possono anche manifestarsi letargia, febbre, poliuria, inappetenza, polidipsia, diarrea, ingrossamento addominale. Nei casi più gravi possono verificarsi persino tossiemia, setticemia, insufficienza renale e peritonite.

Da che cosa è causata la piometra nel cane

Le cause principalmente sono di tipo ormonale, cioè quando la cagna è in calore ha un’elevata concentrazione di progesterone e ciò riduce le contrazioni uterine favorendo una crescita batterica. In caso di piometra aperta, la più frequente (si stima l’85% di casi) il collo uterino resta aperto così da far drenare le secrezioni, mentre con la piometra chiusa compaiono dei noduli nell’endometrio che causano accumuli di secrezioni, in quanto il drenaggio è ostruito, e di conseguenza l’utero si infiamma.

Come diagnosticare la piometra nelle cagne

Per diagnostica la piometra bisogna effettuare degli esami specifici, come l’ecografia, che permette di poter escludere che possano esserci masse tumorali nell’utero. Sarà altresì necessario, a seconda del tipo di piometra, far eseguire un esame citologico ed un esame del sangue così da avere una diagnosi definitiva.

Come trattare la piometra canina e come prevenirla

La soluzione più efficace, ma forse anche la più estrema, è l’intervento chirurgico. Prima di arrivare a questo punto, però, si possono tentare due approcci differenti in base allo stato evolutivo della patologia, ovvero:

  • Il trattamento medico con l’installazione di un impianto drenante transcervicale, il lavaggio dell’utero ed una terapia di antibiotici e prostaglandine per favorire la contrattilità dell’utero. Questa soluzione è indicata solo se si vuole preservare la fertilità della cagna e la malattia sia di lieve entità come la piometra aperta. Il rischio di infertilità rimane comunque elevato.
  • L’ovariosterectomia, cioè l’asportazione chirurgica dell’utero e delle ovaie, la più radicale in assoluto dato che impedisce alla cagna di poter avere in futuro una gestazione. In alternativa, in base alla condizione del cane, si potrebbero valutare anche delle terapie di supporto con antibiotici, antidolorifici o la fluidoterapia.

Basta un po’ di attenzione per prevenire la piometra della cagna. Innanzitutto, accertarsi che quando finisce il ciclo non abbia uno dei sintomi sopracitati. I campanellini di allarme sono soprattutto: l’aumento dell’addome, della sete e della frequenza di urinare. Per una maggiore sicurezza sarà indispensabile portare la cagna, almeno due volte all’anno, dal veterinario che, con i giusti strumenti e forte del suo know-how, saprà come intervenire tempestivamente.

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